La Basilica di San Pietro, cuore della cristianità, diviene anche un laboratorio di sostenibilità. Non un’operazione estetica, né meramente conservativa, ma un atto politico e culturale che dimostra come la tutela ambientale possa e debba essere integrata nei grandi luoghi della storia e della fede. «I gemiti di sorella terra, che si uniscono ai gemiti degli abbandonati del mondo, con un lamento che reclama da noi un’altra rotta. Mai abbiamo maltrattato e offeso la nostra casa comune come negli ultimi due secoli. Siamo invece chiamati a diventare gli strumenti di Dio Padre perché il nostro pianeta sia quello che Egli ha sognato nel crearlo e risponda al suo progetto di pace, bellezza e pienezza». Sono passati dieci anni dalla pubblicazione di questo passo dell’enciclica Laudato Si’. Nello spirito di quanto scritto da Papa Francesco, la Fabbrica di San Pietro avvia un progetto di sostenibilità ambientale ed energetica che abbraccia l’intero complesso monumentale, dalla Basilica al Palazzo della Canonica, fino allo Studio del Mosaico. Un programma concreto e misurabile, nato dal dialogo tra fede, scienza e tecnica, con il contributo di ENEA, del Politecnico di Milano e dell’Università di Bari.