Imperia – «Ho chiesto i domiciliari per la mia assistita, una misura meno afflittiva di quella attuale». Parla così l'avvocato Luca Fucini, difensore di Yelena Vtulkina. La 46enne, titolare dell'agenzia immobiliare Europa Italian Real Estate (posta sotto sequestro) a Sanremo, è finita in manette nell'indagine della Procura di Imperia per un presunto giro di mazzette in cambio del permessi di soggiorno negli uffici di Imperia e Sanremo. Ed è stata Vtulkina, candidata alle recenti amministrative nella fila di Fratelli d'Italia a sostegno di Gianni Rolando a Sanremo, ad aprire la giornata di interrogatori negli uffici della Procura del capoluogo dove si è presentata intorno alle 10.05, arrivata dalla casa circondariale femminile di Pontedecimo. Per oltre due ore ha risposto alle domande del gip Anna Bonsignorio, alla presenza del sostituto procuratore Lorenzo Fornace. «E' stato un interrogatorio sentito per una vicenda complessa. La mia assistita ha risposto a tutte le domande che le sono state fatte – racconta Fucini – Come potete capire, è affranta. Si trova in una situazione che non avrebbe mai pensato. Dato il tipo di arresto che è stato fatto, secondo me, non esiste alcuna necessità di sottoporla, al momento, a misura cautelare. Ma non posso riferire nulla dell'interrogatorio». Poco dopo le 13 è entrato in aula, il sostituto commissario Fabio Mingherlino che era stato arrestato dai colleghi della Mobile in flagranza di reato mentre riceveva una tangente da 5 mila euro, dalle mani della stessa Yelena, con la quale secondo la Procura avrebbe dovuto procurare un permesso di soggiorno a un cittadino russo. Mingherlino è assistito dagli avvocati Emilio Varaldo e Nicola Ditta, quest'ultimo collegatosi da remoto. Mingherlino avrebbe ammesso i propri addebiti davanti al gip Anna Bonsignorio: "Mingherlino ha confermato la propria responsabilità - ha detto l'avvocato della difesa Emilio Varaldo, all'uscita del palazzo di giustizia di Imperia - Si è anche dichiarato disponibile a fornire chiarimenti. Il suo intervento non è mai stato per aggiustare delle pratiche, ma come risulta anche dal capo di imputazione, per agevolarne e accelerarne l'esecuzione nei confronti esclusivamente di richiedenti di origine russofona, che sono molto facoltosi e che, per loro modus vivendi, sono abituati ad avere in tempi brevi i permessi". Sul perché abbia commesso una leggerezza del genere, il legale ha affermato: "Ha detto che non si spiega il motivo per cui non ha saputo resistere alla prima dazione, di essere stato quindi debole. Alcune domande sull'aspetto suo personale, di salute e altri traumi della sua vita, secondo la difesa potrebbero giustificare questa mancanza di forza a resistere". Sul suo conto il giudice si è riservato di decidere sulla misura da applicare. Anche l'avvocato Luca Fucini, che difende Vtulkina ha chiesto una misura alternativa al carcere. "Ritengo che al momento non sussistano gli elementi richiesti dal codice per una misura così afflittiva - ha dichiarato -. In subordine ho chiesto i domiciliari e adesso il giudice deciderà sui questi punti". Nell'indagine sono indagati anche il poliziotto Andrea Riopi dell'ufficio stranieri del commissariato di Sanremo e altre due donne, una tunisina e una russa, che agivano come agenzie di pratiche per stranieri.
Mazzette per i permessi di soggiorno a Imperia, parlano Vtulkina e Mingherlino
I due arrestati per il presunto giro di tangenti in cambio di permessi di soggiorno sono stati interrogati dalla gip Bonsignorio. Chiesti i domiciliari per Vtu…










