La perizia, richiesta dai legali del viceispettore della questura di Imperia, ha accertato che le condizioni di salute di Fabio Mingherlino non sono compatibili con la permanenza in carcere
Il viceispettore era finito nei guai a causa di presunte tangenti su permessi di soggiorno (Perotto)
Imperia – Fabio Mingherlino è stato trasferito agli arresti domiciliari per motivi di salute. Il viceispettore dell'ufficio Immigrazione della questura di Imperia, al centro di una inchiesta sulle presunte tangenti per il rilascio dei permessi di soggiorno, era nel carcere di Pallanza a Verbania.
Mingherlino era finito in cella lo scorso 13 giugno e oggi il gip di Imperia Paolo Luppi ha accolto l'istanza presentata dai difensori Emilio Varaldo ed Erminio Annoni. «Siamo soddisfatti dalla decisione» ha dichiarato Varaldo. Decisiva la perizia effettuata dal professor Francesco Ventura di Genova.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Mingherlino aveva ricevuto una busta da 5 mila euro in contanti dalla titolare dell'agenzia “Europa Italian Real Estate” di Sanremo, Yelena Vtulkina, per agevolare le pratiche per il rilascio dei permessi di soggiorno agli stranieri. Nell’operazione erano stati sequestrati 267 mila euro in contanti e per i due, colti in flagranza di reato, erano scattate le manette. Dopo l'interrogatorio del 16 giugno, nel quale Mingherlino aveva risposto alle domande del giudice per le indagini preliminari, era stato convalidato l'arresto.






