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Immagini satellitari sembrano mostrare danni minori a una porzione esterna del sito in seguito all'attacco israeliano: forse il crollo di un muro di contenimento

Scavato in profondità nel cuore di una montagna a circa 32 chilometri da Qom e 160 da Teheran, il sito nucleare di Fordow rappresenta da anni il centro nevralgico del programma atomico della Repubblica Islamica. Insieme a Natanz, è uno dei due impianti chiave per l’arricchimento dell’uranio, ma a differenza di altri siti, Fordow è stato concepito fin dall'inizio come una fortezza sotterranea: invisibile, inaccessibile e quasi indistruttibile.

In questi giorni, l’attenzione è tornata su Fordow dopo l'attacco aereo attribuito a Israele. Immagini satellitari pubblicate dalla società statunitense Planet Labs sembrano mostrare danni minori a una porzione esterna del sito: forse il crollo di un muro di contenimento lungo una strada laterale. Subito dopo, è stata registrata una scossa sismica di magnitudo 2.5 con epicentro a Qom, alimentando ipotesi su un legame tra l’offensiva militare e l’evento geologico.