"Stella era un genio dell'informatica, qualcuno deve avergli fatto del male per il lavoro di lei": lo ha detto a Repubblica Oskar Christian, musicista, amico e testimone diretto degli ultimi mesi di vita della coppia di Villa Pamphili. Il testimone ha raccontato di aver vissuto a stretto contatto con Ford e la compagna sull’isola di Malta, dove i due si sarebbero sposati. "Non posso credere che Rexal possa aver fatto una cosa del genere", ha detto poi a proposito di Ford, il 46enne americano accusato dell'omicidio della bambina trovata senza vita a Villa Pamphili nei giorni scorsi, insieme al corpo della madre di 29 anni. Quest'ultima, a quanto pare, si faceva chiamare Stella anche se la sua identità è ancora avvolta nel mistero.
Per Oskar Christian, il nome che usava la donna non era quello vero: "Il suo soprannome era Stella, ma non credo si chiamasse così. Mi pare fosse russa, o forse islandese, comunque del Nord Europa". Poi ha rivelato: "Era un genio dell’informatica, una sorta di hacker. Un Robin Hood della rete. Nemmeno Rexal sapeva bene quello che faceva". Secondo il musicista, i due potrebbero essere finiti nei guai proprio a causa del lavoro della donna "per una compagnia importante" e attraverso il quale "trattava dati sensibili, su questioni globali". "Non posso credere che abbia fatto quelle cose orribili. Lui e Stella devono essere finiti in giri brutti", ha ribadito l'uomo. Che ha anche ricordato l’ultima volta che ha sentito la coppia al telefono: "Lei era incinta e avevamo scherzato su questa cosa".














