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Giovedì un cittadino britannico, Vishwash Kumar Ramesh, in poche ore è diventato famoso in tutto il mondo per essere sopravvissuto, lui soltanto, a un disastro aereo in cui sono morte almeno 270 persone ad Ahmedabad, in India. Il suo volo, su un Boeing 787 della compagnia Air India, era partito da pochi secondi ed era diretto a Londra, nel Regno Unito. «È stato un uomo molto, molto sfortunato a salire su quell’aereo, ma anche molto, molto fortunato a uscirne», ha detto un esperto di sicurezza dei trasporti consultato dal Guardian.
Per quanto eccezionale e apparentemente inspiegabile, il caso di Ramesh non è l’unico nella storia dell’aviazione civile. È però il più incredibile, considerato che tra i casi noti lui è il sopravvissuto all’incidente aereo con il maggior numero di morti: 279 persone, incluse 38 che non erano sull’aereo, da una stima provvisoria.
La sua storia ha fatto tornare in mente il film del 2000 Unbreakable, diretto da M. Night Shyamalan, in cui il protagonista sopravvive a un disastro ferroviario perché indistruttibile a sua insaputa. Nella realtà storie del genere sono rare ma capitano, e lasciano spesso traumi psicologici difficili da superare per chi sopravvive, come raccontarono alcuni superstiti di questo tipo nel documentario del 2013 Sole Survivor, prodotto da CNN.











