Almeno otto palestinesi sono stati uccisi e decine di altri sono rimasti feriti in una sparatoria vicino ai punti di distribuzione alimentare a Gaza, mentre i residenti hanno descritto un’escalation di attacchi israeliani sullo sfondo della nuova guerra con l’Iran. Lo scrive il Guardian, secondo cui sebbene Israele abbia dichiarato che Gaza è attualmente un teatro operativo secondario rispetto all’Iran i palestinesi hanno riferito di gravi e continue violenze, tra cui incendi intorno ai punti di distribuzione di aiuti sostenuti da Stati Uniti e Israele. Tutto mentre l’attenzione globale si è spostata si sta spostando Teheran. Anche se proprio oggi a Bruxelles si è svolta la più grande manifestazione di solidarietà per la Striscia da quando è iniziata l’offensiva: 110mila i manifestanti, secondo gli organizzatori, mentre la polizia ne ha contati 75mila, mobilitati per chiedere al governo belga di adottare misure concrete “per porre fine a quello che sempre più Ong ed esperti descrivono come genocidio, in particolare introducendo sanzioni contro Israele”.
Le ultime uccisioni di palestinesi nei pressi dei punti di distribuzione degli aiuti gestiti dalla Gaza Humanitarian Foundation sono avvenute mentre Tom Fletcher, sottosegretario alle Nazioni Unite per gli Affari Umanitari e Coordinatore degli Soccorsi d’Emergenza, lanciava l’allarme sulle attività della fondazione. “La fame non deve mai essere affrontata con le pallottole. Gli operatori umanitari devono poter fare il loro lavoro. Gli aiuti salvavita devono raggiungere le persone bisognose, in linea con i principi umanitari”, ha detto. “Senza un accesso immediato e massicciamente ampliato ai mezzi di sussistenza di base, rischiamo di precipitare nella carestia, in ulteriore caos e nella perdita di altre vite”.









