Aumentano le persone che si rivolgono ai centri Caritas italiani per ricevere aiuto ed assistenza. Come si legge nel rapporto dell’associazione, nel 2024 sono state quasi 278mila, il 3% in più del 2024 e ben il 62% in più rispetto a dieci anni fa. I territori con l’aumento più marcato delle richieste sono quelli del Nord Italia (+77%), seguiti da quelli del Mezzogiorno (+64,7%). L’aiuto raggiunge molte famiglie e, nel complesso, circa il 12% di quelle in povertà assoluta (che nel complesso sono 5,7 milioni di individui). Crescono le situazioni di povertà intermittente o di lunga durata. Allarmante è l’aumento dei casi di cronicità: oltre un assistito su quattro (26,7%) vive in una condizione di disagio stabile e prolungato. Le opposizioni attaccano e sottolineano come il governo abbia abolito il reddito di cittadinanza e bocciato la proposta di un salario minimo, in vigore nella maggior parte dei Paesi europei.

I dati – L’età media degli assistiti è di 47,8 anni ma cresce la presenza degli anziani: se nel 2015 gli over 65 erano solo il 7,7%, oggi rappresentano il 14,3% (il 24,3% tra gli italiani). Restano strutturali le difficoltà delle famiglie con figli, che costituiscono il 63,4% degli assistiti. Prevale la fragilità occupazionale: il 47,9% è disoccupato, mentre il 23,5% ha un lavoro che non costituisce un fattore protettivo rispetto all’indigenza. Tra i 35-54enni la percentuale dei ‘working poor’ supera addirittura il 30%.