Una notizia bomba scuote il caso Garlasco. La trasmissione Quarto Grado ha rivelato durante la diretta di venerdì 13 giugno che: «l’intonaco su cui era stata rilevata l’impronta numero 33 sarebbe stato completamente consumato durante le analisi compiute all’epoca del delitto». Si tratterebbe di un colpo di scena potenzialmente decisivo: quella traccia conteneva 15 elementi genetici compatibili con Andrea Sempio, attuale indagato nella nuova inchiesta sulla morte di Chiara Poggi.

Andrea Sempio sfrattato da casa per le indagini? L'avvocata: «Il proprietario voleva vendere». Ma lui torna a vivere dai genitoriL'indiscrezione che potrebbe cambiare tutto L'eventuale conferma dell’assenza di materiale residuo da analizzare costringerebbe ora gli investigatori a lavorare esclusivamente sulle fotografie. Una condizione che potrebbe indebolire fortemente il valore probatorio di quella traccia, già al centro di controversie per le modalità con cui fu gestita nel 2007. La novità arriva mentre è entrata nel vivo la fase preliminare dell’incidente probatorio, il cui atto centrale è stato fissato per martedì prossimo.Garlasco, «l'impronta sulla gamba di Chiara Poggi è compatibile con una stampella». Il medico legale: «Calpestata con un oggetto mentre era stesa»I reperti conservati I periti nominati dalla gip Daniela Garlaschelli – la genetista Denise Albani e Domenico Marchigiani, entrambi in forza alla Polizia – hanno ritirato in questi giorni i reperti conservati: fascette adesive con 58 impronte, campioni salivari, un lembo del tappetino del bagno, rifiuti sigillati. Tra le impronte, anche la numero 10, trovata all'interno della porta d’ingresso della villetta e ora ritenuta una “manata” dell’assassino in fuga.Tuttavia, come ha ricordato il genetista Marzio Capra, consulente della famiglia Poggi, anche su questa impronta «siamo al limite del limite»: nel 2007 erano stati individuati solo 8 punti di confronto, troppo pochi per una comparazione attendibile.Garlasco, Garofano: «Nel 2014 non abbiamo fatto errori. Dalla ricostruzione della scena del crimine non arriverà nessuna novità». Oggi consegnanti i reperti da analizzareLa posizione di Andrea Sempio Intanto, Andrea Sempio, oggi 37enne, si ritrova di nuovo al centro dell’inchiesta, a 18 anni dai fatti. Allora era un amico stretto del fratello di Chiara, e frequentava spesso casa Poggi. Il legame tra le famiglie si è inevitabilmente interrotto dopo che il suo nome è tornato al centro delle indagini. A monitorare tutte le operazioni ci sono anche i consulenti delle parti: Luciano Garofano, ex comandante dei Ris di Parma, nominato dai legali di Sempio, e lo stesso Capra. «Credo che nella strategia della Procura ci sia la volontà di rivisitare e verificare tutto quello che è stato fatto allora – ha detto Garofano – ben venga. Resto convinto del lavoro pregevole svolto dai miei collaboratori nel 2007». Il sopralluogo di lunedì scorso nella casa di via Pascoli non ha portato a nuove evidenze, ma i rilievi tridimensionali e l’uso di tecnologie avanzate potrebbero ora servire a mappare meglio la scena del crimine, nella speranza di trovare riscontri o escludere contaminazioni. Ma se davvero, come sostiene Quarto Grado, la traccia 33 non esiste più nella sua forma materiale, il processo si reggerà sulla memoria documentale e su quanto le attuali tecnologie potranno ancora estrapolare da vecchi rilievi.