Terzo giorno di guerra tra Iran e Israele, senza esclusione di colpi, con raffiche di missili a ondate verso gli obiettivi nemici. Il conto delle vittime da entrambe le parti è continuato a salire, con un bilancio drammatico in Iran che avrebbe superato i 400 morti, ma anche nello Stato ebraico la notte del sabato è stata la più cruenta: almeno 6 morti e 180 feriti in un raid condotto contro Bat Yaman, cittadina di mare vicino a Tel Aviv. Nella notte tra domenica e lunedì nuovi attacchi: a Tel Aviv e in centro Israele ci sono state forti esplosioni.
ùPer tutta la domenica poi i caccia con la Stella di Davide hanno continuano a bersagliare in tutte le direzioni, rivendicando di aver colpito al "cuore il nucleare iraniano" e di aver azzerato i vertici dell'intelligence dei Pasdaran.ù
I bombardamenti israeliani si sono intensificati. I missili sono caduti su Teheran, dove l'Idf ha spiegato di aver attaccato "il quartiere generale nucleare" degli ayatollah. Ed è stato liquidato un altro pezzo importante dell'elite della Repubblica islamica: il capo dell'intelligence dei Pasdaran, Mohammad Kazemi, e il suo vice Hassan Mohaqqeq, seppelliti dalle macerie dopo un blitz condotto nella sede dell'organizzazione. La notizia è stata confermata in serata dall'agenzia ufficiale Tasnim. Nei giorni scorsi erano caduti molti comandanti dell'esercito e delle Guardie della Rivoluzione.











