Quando lo striscione "Save Gaza - Fermate il governo di Israele" sbuca a Monte Sole, nel luogo simbolo della strage nazifascista più sanguinaria compiuta sul territorio italiano, ci sono 34 gradi. Erano già 30 a Marzabotto, il comune del Bolognese da cui è partita la marcia che poi è passata dalla frazione di Pian di Venola.

Video Save Gaza, da Marzabotto a Monte Sole la marcia 'contro il genocidio'

Ma nonostante le temperature torride, sono arrivate migliaia di persone per esprimere la solidarietà a uomini, donne e bambini intrappolati nella Striscia sotto le bombe: ottomila, stima dal palco il presidente dell'Ucoii Yassine Lafram, per l'iniziativa a cui hanno aderito Cgil, Anpi, vari comuni emiliani a partire da Bologna, Acli, Arci ed Emergency.

Sul pratone del Poggiolo sono arrivati da tutta Italia: "Sono partito alle sei di stamattina. Sono stato obiettore di coscienza con la Caritas, salii a Monte Sole con don Giuseppe Dossetti e gli altri obiettori di Bologna nel 1994. Oggi sono un delegato Cgil, iscritto all'Anpi, elettore Pd. Sono stato a Hebron qualche anno fa, senza arrivare a Gaza capisci l'umiliazione dei palestinesi. L'esercito israeliano sta facendo un genocidio", afferma Francesco, da Falconara Marittima, in provincia di Ancona.