Le autorità italiane formalizzeranno presto la richiesta di estradizione alla Grecia per avviare l'iter del trasferimento di Rexal Ford, che al momento è recluso in un istituto penitenziario ellenico. Gli inquirenti stanno ancora raccogliendo in queste ore tutti gli elementi che possano contribuire a dare piena sostanza alle gravi accuse a carico del 45enne californiano arrestato in Grecia per l'omicidio della bimba di pochi mesi trovata morta una settimana fa a Villa Pamphili e per la soppressione del cadavere della madre della piccola.
Gli investigatori, in possesso del suo smartphone, stanno passando al setaccio tutti gli spostamenti del 45enne californiano, tracciando il tragitto attraverso i rilievi sulle celle telefoniche mentre nuovi elementi potrebbero arrivare dall'analisi del contenuto del cellulare, lo stesso che ha permesso agli investigatori di arrivare a lui.
Sotto la lente di ingrandimento ci sono anche i movimenti bancari di Ford, che vagava tra mense e mercati rionali come un clochard ma possedeva anche una carta di credito, con la quale ha acquistato i biglietti aerei per fuggire in Grecia dopo la morte della piccola. Un'altra stranezza è quella individuata dal Tg1: nei registri anagrafici degli Stati Uniti, l'uomo sarebbe registrato con un nome diverso da Rexal Ford, che è invece quello che compare sul passaporto, risultato autentico.














