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Da cinque giorni Francis Kaufmann, cittadino statunitense che si faceva chiamare Rexal Ford, è detenuto in un carcere in Grecia. È stato arrestato venerdì sull’isola di Skiathos, dove era arrivato due giorni prima in aereo da Roma, ed è accusato dell’omicidio di una bambina di circa sei mesi, che Kaufmann dice essere sua figlia, e di avere nascosto il corpo della madre di lei, una donna di circa 30 anni. Non si conosce ancora la sua identità: in passato si era presentata come Stella Ford, moglie di Rexal. La bambina e la donna sono state trovate morte lo scorso 7 giugno a Villa Pamphili, un grande e conosciuto parco di Roma.

Da allora gli investigatori hanno cercato, identificato e poi fermato Kaufmann. E stanno cercando di ricostruire i molti pezzi di questa vicenda che ancora mancano, o che non sono chiari. Non si conosce, per esempio, l’identità della donna, né si sa se Kaufmann fosse effettivamente il padre della bambina (deve ancora essere fatto il test del DNA); non si sa con certezza come sia stata la loro vita prima di arrivare in Italia, né perché Kaufmann usasse un nome falso con cui si presentava come regista e sceneggiatore. Non sappiamo nemmeno la causa della morte della donna, se sia stata uccisa – cosa non esclusa dai magistrati – o se sia morta per altre cause. Sarebbe morta comunque prima del 5 giugno. Per chi indaga Kaufmann ha quantomeno assistito alla sua morte senza intervenire e nascosto il suo corpo per depistare le indagini. La bambina l’avrebbe invece soffocata.