Il leader ucraino teme che con l'escalation in Medioriente l'Occidente riduca ancora il sostegno

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Nelle ultime ore Zelensky (nella foto) sembra maggiormente tormentato da un senso d'abbandono, piuttosto che dalle truppe russe che stanno cannibalizzando l'oblast di Sumy e le periferie del Dnipropetrovsk. Il conflitto in Medioriente ha fatto saltare il banco, cambiando scenari e priorità. Il presidente lo sa bene e lancia un appello che si può sintetizzare così: non lasciateci soli. «Spero che i Paesi occidentali che sostengono l'Ucraina non riducano i loro aiuti a causa dell'intervento militare d'Israele contro l'Iran. L'ultima volta che è accaduto è stato un fattore che ha rallentato il sostegno a Kiev», ha spiegato riferendosi ai raid dello scorso autunno. Il sostegno europeo sta rallentando in un contesto di parziale disimpegno americano sotto Trump, ha denunciato Zelensky. «La coalizione dei volenterosi sta frenando. L'Europa non ha ancora deciso se sarà al nostro fianco senza gli Usa, e Trump è l'unico che può fermare tutto».Lo rassicura la von der Leyen rivelando che l'Ue ha erogato un nuovo miliardo di euro, portando il sostegno totale a quasi 150 miliardi dall'invasione. Kiev comunque è sempre pronta a negoziare con Mosca, «ma solo attraverso il cessate il fuoco», afferma il ministro degli Esteri Sybiha. Poi però c'è la stoccata finale di Zelensky che ritiene che «Washington sta avendo una conversazione calorosa con Mosca, e questo approccio non contribuisce affatto alla fine della guerra».La conversazione, telefonica, ieri c'è stata davvero tra Putin e Trump. Hanno parlato soprattutto d'Israele, ma il tycoon ha ribadito ancora una volta il suo interesse per una rapida conclusione del conflitto e lo Zar di voler proseguire i negoziati. Tuttavia il New York Times, citando una fonte anonima della Casa Bianca, ha rivelato che «se la Russia dovesse impadronirsi del Dnipropetrovsk, ciò complicherebbe la posizione dell'Ucraina in qualsiasi negoziato», aggiungendo «la ridistribuzione Usa delle capacità militari e d'intelligence a favore Israele può essere realistico». Notizia poi confermata dal capo del Pentagono Pete Hegseth.