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Fabio Paravisi

A Imbersago, l'imbarcazione si è piazzata al settimo posto nazionale dei Luoghi del cuore Fai. Grazie ai 30 mila euro un nuovo bando

Il sindaco non ce la fa più: «Sono distrutto», dice. Ma felice: il suo traghetto, quello che da mesi sta facendo funzionare a forza di braccia, ha scalato la classifica dei Luoghi del cuore del Fai, entrando nella Top 10 nazionale.

Il traghetto è suo per modo di dire: Fabio Vergani è sindaco di Imbersago e da quattro secoli l’imbarcazione che collega la sponda lecchese con Villa d’Adda su quella bergamasca viene definita «di Leonardo», visto che funziona su un principio scoperto dal genio rinascimentale, che lo abbozzò anche nel disegno chiamato «Porto della Canonica di Vaprio». Il traghetto è fresco vincitore della classifica lombarda dei Luoghi del cuore del Fondo ambiente italiano: i 31.490 voti ricevuti lo hanno piazzato anche al settimo posto nazionale. «Abbiamo lavorato molto e spinto molto per arrivare a questo risultato», dice il sindaco. Letteralmente nel suo caso, visto che è appunto lui a far muovere il traghetto. L’imbarcazione è molto usata da chi deve andare da una riva all’altra del fiume senza dover fare il giro fino a Calusco o a Brivio, ma soprattutto dalle tantissime persone che fanno giri a piedi o in bici lungo l’alzaia dell’Adda. Prima la siccità, che anni fa aveva fatto finire il traghetto sul New York Times come simbolo dei cambiamenti climatici, e poi il mancato rinnovo del contratto con la cooperativa che gestiva il servizio, avevano lasciato l’imbarcazione ormeggiata per un anno e mezzo. Alla fine Vergani ha deciso di prendere l’iniziativa: «I miei cittadini si identificano nel traghetto ed era indispensabile rimetterlo in moto: era come tenere una bella auto in garage», ha detto. Il problema è che anche per spostare una barca di legno da una riva all’altra di un fiume serve la patente nautica. Il sindaco ha ottenuto un libretto per l’abilitazione alla navigazione nelle acque interne grazie a sei mesi sull’imbarcazione di un amico sul lago di Como, poi si è scritto alla Camera di commercio nell’elenco del ruolo navigante e ha sostenuto un esame in Provincia per essere abilitato al trasporto pubblico. Così, lo scorso agosto, Vergani ha cominciato ad aggrapparsi alla sbarra che muove il traghetto. Lo ha fatto fino a Natale, con la speranza di riuscire a trovare nel frattempo qualcuno che subentrasse. Visto che non l’ha trovato, a febbraio è tornato a navigare, e lo sta facendo tuttora, ogni domenica dalle 8.30 alle 12 e dalle 14 alle 18.30.