di

Mattia Aimola

Arianna Astolfi, vicepresidente dell’Associazione Europea di Acustica: «La camera da letto dovrebbe essere sempre sistemata lontana da fonti di musica nelle zone della movida. Lo stress acustico non va trascurato»

«Vivo in zona Santa Giulia, ho installato doppi vetri e spostato la camera da letto sul lato interno del palazzo per attutire il rumore. Prima ero in corso San Maurizio e dormivo con i tappi». Arianna Astolfi, professoressa del Politecnico e vicepresidente dell’Associazione Europea di Acustica, racconta in prima persona la sua esperienza di torinese alle prese con i suoni fastidiosi della città. Studiosa dei rischi dell’inquinamento acustico, la docente sperimenta in prima persona le soluzioni possibili per vivere e dormire meglio, cominciando proprio dalle mura di casa. Professoressa lei riesce a dormire?«Sì, devo dire che a Torino non si sentono i rumori presenti nelle città più grandi. Io vivo tra il Piemonte e Roma. Nella capitale è nettamente peggio. In ogni caso è fondamentale pensare all’acustica dentro le nostra abitazioni. Io in Santa Giulia ho i doppi vetri stratificati».

Così non sente niente?«No, qualcosa arriva ancora. È un sistema che smorza l’onda sonora. Si ottiene un buon isolamento».