Avvio di seduta in cauto rialzo per le piazze europee mentre rimane alta l’attenzione sul conflitto tra Israele e Iran e la paura è di una ulteriore escalation. Lo scenario in Medio Oriente aggiunge altra incertezza al quadro geopolitico già difficile e ai problemi dell’economia globale. Durante la settimana gli occhi saranno puntati anche sulle riunioni delle Banche centrali, a cominciare da quella della Fed americana in agenda mercoledì.Piazza Affari ha aperto in rialzo dello 0,30%. Andamento analogo per Francoforte e Parigi. Sull’FtseMib, in testa agli acquisti si collocano i titoli del petrolio come Eni e Saipem che guadagnano oltre un punto e mezzo. Corrono le società della difesa come Leonardo, in cima alla classifica con un balzo di quasi il 2%. Nella notte si erano mosse in recupero anche le Borse asiatiche anticipando un’apertura positiva per le piazze del Vecchio Continente.Continua a salire il prezzo del petrolio spinto dagli attacchi Israele-Iran. Il Wti ad inizio giornata sul Vecchio Continente guadagna lo 0,70% a 73,49 dollari al barile. Il brent è scambiato a 74,61 dollari al barile, +0,51%. Nei giorni scorsi i valori erano balzati in avanti per i timori che il conflitto israelo-iraniano possa estendersi e interrompere le esportazioni dalla regione, in particolare attraverso il vitale Stretto di Hormuz.Non solo. Durante il fine settimana, Israele ha attaccato le strutture energetiche iraniane sottolineando i timori di una potenziale interruzione dei flussi di greggio in Medio Oriente. Tuttavia l’andamento del prezzo del petrolio di questa mattina evidenzia che gli attacchi israeliani alle strutture energetiche non sono stati finora visti come una limitazione delle attività di esportazione dell'Iran.L’attenzione è anche sul gas: tra i tempi previsti nell’agenda del Consiglio Ue di questa mattina in Lussemburgo anche quello dell’energia: i ministri discuteranno della roadmap per dire addio alle forniture energetiche dalla Russia, alla vigilia della presentazione da parte della Commissione europea dei dettagli del piano per vietare tutte le importazioni di metano da Mosca entro la fine del 2027. Sul tema gas incide anche lo scenario attuale in Medio Oriente: una guerra totale tra Israele e Iran rappresenterebbe una seria minaccia anche per i giacimenti di gas naturale del Mediterraneo orientale e rischierebbe di riversarsi sulle forniture di gas naturale liquefatto dell'Europa. Intanto la prudenza sui mercati è in primo piano. Nel frattempo l'afflusso di capitali in cerca di sicurezza si attenua e l’oro perde quota con i valori ancora sopra 3.400 dollari ma un andamento negativo in mattinata (-0,58%). Sul Forex, l'euro/dollaro sale a 1,157 e il cambio dollaro/yen a 144,3. Sull'obbligazionario, lo spread Btp-Bund riparte da 95 punti con il rendimento sul decennale italiano al 3,51%.