Èl'attacco più grande di Israele all'Iran quello sferrato nella notte fra giovedì e venerdì e poi proseguito nel corso della giornata. Non dei singoli raid conclusi in un'unica tornata, come quelli di aprile e ottobre del 2024, che non avevano interessato siti nucleari. Stavolta è stato un attacco devastante al cuore delle strutture nucleari e militari, con aerei da guerra ma anche con droni introdotti clandestinamente nel Paese per colpire obiettivi strategici e uccidere generali e scienziati di alto rango. Israele l'ha presentato come un attacco necessario per scongiurare una minaccia imminente che Teheran potesse costruire bombe nucleari, anche se non è chiaro se Teheran - che sostiene che il suo programma nucleare abbia solo scopi civili - sia realmente vicina al raggiungimento di questo obiettivo. "Un pericolo chiaro e presente per la stessa sopravvivenza di Israele", ha detto il premier Benjamin Netanyahu, che ha parlato di "un grande successo", chiarendo che "non esistono guerre facili".