Hanno provato a cambiargli nome: con la sindaca Virginia Raggi era diventata «Romarama». Hanno provato a definire con minuzia i confini stagionali e territoriali del suo cartellone. Ma la verità è che l'Estate Romana (lanciata nel 1976 dall'allora assessore alla Cultura Renato Nicolini) per ogni cittadino della Capitale è diventata una sorta di stato mentale: quella sensazione di sapere che dopo una lunga giornata di caldo, quando fa sera e il Ponentino inizia a infilarsi tra strade, palazzi e monumenti, avrai un posto dove andare ad ascoltare un concerto, assistere a uno spettacolo, vedere un film. Quella certezza di trovare un luogo in città dove ogni sera si spalanca un palcoscenico alla cultura.