VIGONZA (PADOVA). Quando si è ritrovata davanti quell’uomo, 13 anni dopo, lei non l’ha riconosciuto. Non si sono abbracciati. Eppure, quell’uomo è suo padre.
Era il Natale 2011. Dovevano essere normali feste, da trascorrere a casa della madre, in Ungheria. Sallai Klaudia Ildikot aveva spiegato così al marito Andrea Tonello, agente di commercio a Vigonza (Padova), un viaggio che sarebbe stato di pochi giorni: per fare visita alla madre e portarle quel “fagottino” di tre mesi, la loro Chantal. Ma poi quando Andrea si era messo in auto, per raggiungerle per il Capodanno, la donna gli aveva chiesto di tornare a casa. Perché lì, in Ungheria, nessuno gli avrebbe aperto la porta.
È l’incubo, durato più di 13 anni, in cui è stato costretto un papà padovano. Un incubo che si è concluso giovedì mattina, con un blitz della polizia italiana e ungherese, che ha individuato mamma e figlia a Mezőtúr: cittadina da 20 mila anime, a 150 chilometri da Budapest. La donna, parrucchiera 42enne, si trova in stato di fermo, per un mandato di arresto europeo emesso nei suoi confronti due anni fa. Chantal ha rivisto il papà nella notte e poi ancora ieri pomeriggio. «Provo un’emozione enorme per averla ritrovata, qualcosa che non si può spiegare», ha detto, accanto alla sua avvocata Chiara Balbinot. Ricevuta la notizia, giovedì mattina, si erano immediatamente messi in macchina per l’Ungheria, mentre ieri sera sono tornati in Italia. «La situazione è molto delicata e particolare. Per questo Chantal è stata affidata momentaneamente alla nonna materna, per paura di traumatizzarla - fa sapere l’avvocata - ma il papà potrà vederla».








