Sinner o Alcarz? No, meglio Djokovic. Ad Adriano Panatta è stato chiesto di individuare un terzo incomodo in grado di spodestare il duopolio italo-spagnolo. E la leggenda del tennis azzurro ha spiazzato tutti: "Sono una o due spanne sopra tutti gli altri quindi dobbiamo abituarci a vederli quasi sempre in finale perché non vedo chi possa batterli - ha detto -. L'unico forse è Musetti perché è quello con più talento di tutti gli altri e secondo me, in futuro, potrebbe essere quello che li metterà in difficoltà, se riesce ovviamente a migliorare ancora qualche cosa del suo gioco e del suo rendimento. Anche perché Djokovic ha una certa età, anche se ha dimostrato la sua caratura giocandosela fino alla fine con Sinner in semifinale. Zverev non vedo come possa impensierirli, mentre Draper è un bel giocatore ma non mi convince troppo. Credo che Lorenzo possa essere l'unico in grado di fermarli".

Sotto questo punto di vista, Novak Djokovic ha ammesso di recente di essersi sempre sentito il terzo in comodo. "Ero il terzo incomodo arrivato dicendo di voler diventare il numero uno" ha detto il serbo, entusiasta dopo il match vinto ai quarti a Parigi contro Alexander Zverev ("Sono queste le partite per cui ancora gioco a tennis", aveva detto), sconfitto poi in semifinale da Jannik Sinner. Senza coach, con un calendario da definire un po' alla volta, e un fine carriera che sente avvicinarsi ma a cui non ha ancora intenzione di fissare la data, Djokovic intervistato dall'edizione tedesca di 20 minutos, ha ripercorso gli anni parlando anche dei rapporti con i suoi rivali.