Il nuovo sito produttivo di fibre per ossigenatori cardiopolmonari inaugurato ieri a Mirandola segna una tappa decisiva nella strategia industriale di LivaNova per rafforzare l’integrazione tecnologica del polo biomedicale emiliano. La multinazionale angloamericana - 700 milioni di dollari di fatturato nel 2024, 1.200 dipendenti nel distretto modenese sui 3mila globali – ha avviato la produzione in-house di un componente strategico per le macchine cuore-polmone finora importato dagli Stati Uniti. «Ci sono solo cinque produttori al mondo di questa fibra, è un prodotto estremamente complesso. Dopo cinque anni di sviluppo interno e tre di cantieri, ora siamo in grado di internalizzare anche questa produzione critica. E Mirandola è l’unico sito in Europa a disporre di questo know-how», spiega Franco Poletti, presidente della Cardiopulmonary Business Unit di LivaNova.

La nuova struttura, battezzata Griffon (Grow innov

ation for fiber on site), è stata autorizzata a operare dallo scorso aprile e occupa 1.630 mq nel campus di LivaNova a Mirandola, con una camera bianca da 450 mq certificata ISO 14644-1 e venti postazioni di lavoro. È il primo tassello del piano industriale strategico al 2030 focalizzato su innovazione, capacità produttiva e integrazione della filiera che porterà a un aumento della capacità produttiva stimato tra il 30% e il 35% nel giro di due anni.