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Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha promesso una reazione “potente e legittima” da parte di Teheran, in risposta all’offensiva militare lanciata da Israele contro obiettivi sul suolo iraniano. In un discorso rivolto alla nazione, e citato dall’agenzia di stampa Isna, Pezeshkian ha dichiarato che l’attacco israeliano “non resterà impunito” e che “il nemico sarà costretto a rimpiangere la propria azione avventata”.
Il capo di Stato ha inoltre invitato la popolazione a non lasciarsi influenzare dalla “guerra psicologica” condotta, a suo dire, da potenze ostili. “I cittadini non devono prestare attenzione alle voci destabilizzanti diffuse dal nemico”, ha affermato, sottolineando che sia il popolo iraniano che la leadership del Paese “non resteranno inerti di fronte a un atto che viene considerato un crimine”.
Il movimento libanese Hezbollah, proxy di Teheran, ha duramente condannato gli attacchi israeliani contro l’Iran, affermando che Tel Aviv “ha oltrepassato ogni linea rossa”. In un comunicato diffuso nelle ultime ore, il gruppo sciita ha accusato Washington di essere complice dell’operazione militare, sostenendo che gli Stati Uniti abbiano fornito “copertura diretta, coordinamento e via libera politico” all’azione condotta dallo Stato ebraico. Sebbene Hezbollah abbia espresso cordoglio per la morte di alti funzionari iraniani, il messaggio non contiene riferimenti espliciti a un proprio coinvolgimento imminente nelle operazioni di ritorsione.







