Dall’Africa a Lampedusa, attraverso il canale di Sicilia. Per stabilirvisi, forse, o per una forma di “pendolarismo” concentrata in alcuni periodi, complice l’abbondanza di prede e risorse idriche. Lui è un piccolo pipistrello dalla pelliiccia soffice e densa: si chiama, per l’appunto, miniottero del Maghreb (Miniopterus maghrebensis il nome scientifico) ed era sin qui considerato una specie di pipistrello esclusiva del Nord Africa.
G&B Festival, Nicola Bressi: "La biodiversità e la sindrome del parabrezza vuoto"
La sua presenza sull’isola italiana, proprio a metà tra Europa e Africa, certificata da un team di ricerca che ha riunito il Consiglio nazionale delle ricerche – l’Istituto per la ricerca sulle acque di Verbania (Cnr-Irsa) e l’Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri di Firenze (Cnr-Iret) - e il Centro Nazionale per la Biodiversità (NBFC), è dunque una novità assoluta. Una novità emersa all’interno di una indagine approfondita sulla chirottero-fauna di Lampedusa, effettuata combinando tecniche non invasive come il monitoraggio acustico automatico, l’ispezione di potenziali rifugi sotterranei e l’analisi genetica da campioni di guano e sintetizzata in un articolo pubblicato sulla rivista Mammalian Biology.









