Non appena l'hanno individuata l'equipaggio del veliero Astral l'ha subito avvolta in una coperta.

Aveva appena due giorni di vita. La madre, una donna eritrea, l'ha partorita venerdì scorso, tra i tubi arrugginiti di una piattaforma petrolifera, abbandonata in mezzo al mare. In questo groviglio di ferro avevano trovato rifugio lei e altri 53 connazionali, tra cui un'altra donna con una neonata partorita durante la traversata, dopo il naufragio del gommone con cui erano partiti dalla Libia tre giorni giorni prima.

"È stato un salvataggio complesso - raccontano gli operatori umanitari di Astral - Questa è l'ennesima tragedia scampata che ci colpisce terribilmente data anche la presenza di due neonate e due bambini. Se non fossimo intervenuti, grazie alle segnalazioni che abbiamo ricevuto da Alarm Phone e successivamente dall'aereo Seabird, sarebbe stato l'ennesimo racconto di morti".

Durante la navigazione verso Lampedusa - dove dovrebbe arrivare questa sera - il veliero s'è imbattuto in un altro gommone sgonfio con a bordo 109 persone, quattro delle quali erano cadute in acqua e salvate da Open Arms che ha lanciato giubbotti salvagente. La ong spagnola ha aspettato poi l'arrivo della nave Louise Michel che ha provveduto a soccorrere i 109 migranti ed è in viaggio verso un porto sicuro; tra loro 10 bambini e otto donne.