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Ultimo aggiornamento: 12:07
Una quota di 10 o 20 mila euro da dare alla famiglia Cuffaro “per ringraziarli per l’impegno profuso in questa vicenda e per ingraziarseli in vista di un prospettabile (e prospettato) successo elettorale alle prossime elezioni regionali”. A volerli ringraziare, stando alle intercettazioni ambientali, è Antonino Maria Sciacchitano, un commercialista con ruoli di rilievo nella sanità siciliana, dove, grazie a connessioni politiche e con i vertici delle aziende sanitarie riusciva a manovrare appalti pubblici. Un modus operandi svelato dalle indagini della procura di Palermo che ha avanzato una richiesta di misure cautelari per 10 persone. Adesso, dopo l’interrogatorio di garanzia del 23 maggio, durante il quale il commercialista-manager, difeso dagli avvocati Marco Manno e Fausto Amato, ha negato tutte le accuse, la gip Carmen Salustro ha deciso per gli arresti domiciliari e l’interdizione dai pubblici uffici. Assieme a lui ai domiciliari va anche Catello Cacace, imprenditore campano. Mentre risultano indagati anche Aldo Albano e Pietro Genovese. Albano è provveditore dell’azienda sanitaria Villa Sofia-Cervello: per lui è scattato l’obbligo di presentazione e interdizione per sei mesi. Genovese, ex direttore amministrativo dell’Asp di Caltanissetta, ha avuto l’obbligo di presentazione e interdizione per un anno.






