Lo sport non è solo una metafora della vita, ma anche un linguaggio universale che unisce popoli, culture, generazioni. Lo si è compreso chiaramente nella recente conferenza stampa di presentazione degli eventi sportivi del Giubileo della Speranza, guidata dal cardinale José Tolentino de Mendonça, prefetto del Dicastero per la Cultura e l’Educazione. Una visione, la sua, che ci ha consegnato una sintesi lucida: «Lo sport ha un potere educativo straordinario, perché insegna la disciplina, la solidarietà e la speranza. È una delle forme più autentiche di linguaggio umano e spirituale».

Nel cuore del Giubileo 2025, lo sport viene quindi chiamato a essere protagonista non per l’agonismo in sé, ma per ciò che può generare: comunione, impegno, crescita interiore, inclusione. Tolentino de Mendonça ha indicato questo cammino come parte integrante del grande pellegrinaggio dell’umanità verso Dio: «Chi corre verso il traguardo – ha detto – ci mostra che l’uomo è fatto per cercare, per lottare, per credere. È un inno alla speranza che si gioca sul campo, ma che nasce dentro il cuore».

Ecco allora che gli eventi sportivi previsti nei mesi giubilari non saranno semplici manifestazioni: saranno testimonianze, ponti, preghiere in movimento. Si attiveranno tornei, staffette di pace, partite inclusive che vedranno coinvolti atleti olimpici, giovani delle periferie, persone con disabilità, religiosi e laici. Una chiesa in uscita, per usare le parole tanto care a Francesco, che esce anche dai templi per incontrare l’uomo nei suoi luoghi di gioia, fatica e sfida.