«Le nostre intenzioni ora sono di trovare una via alternativa per continuare a dare supporto alle manifestazioni pacifiche e al movimento globale per denunciare il genocidio che sta avvenendo in Palestina. I prossimi giorni sono critici è importante che ognuno dia tutto il supporto che può affinché arrivino a Gaza gli aiuti umanitari necessari». Ha scritto questo Vittoria Antonioli, la studentessa della scuola Holden fermata ieri mattina all’aeroporto del Cairo dalle autorità egiziane, insieme ad Andrea Usala. Entrambi sono poi stati rilasciati: «Ci hanno detto che la marcia non è autorizzata, ma siamo liberi di girare al Cairo».
Vittoria trasferita a Istanbul
Vittoria, secondo quanto appreso, avrebbe dovuto rientrare in Italia oggi, ma è ferma all’aeroporto di Instanbul – dove è stata trasportata da un aereo - insieme ad altre attiviste. «Il governo egiziano ci ha validato il visto turistico e dopo aver superato la frontiera ci hanno perquisito i bagagli e fermate in una stanza insieme ad altre 70 persone da più di 10 nazioni diverse requisendoci il passaporto ed il telefono. Per 12 ore siamo rimaste ferme senza essere sottoposte ad alcun interrogatorio, con nessuna informazione sui motivi del fermo e circa la nostra posizione giuridica- ha raccontano le ragazze - Quando siamo entrate nella stanza, tra gli altri, era presente un ragazzo italo-marocchino che ci ha riferito di essere lì da 24 ore e che altri erano stati rimpatriati o deportati dopo 48 ore di fermo.












