Nel cuore del Mediterraneo si nasconde Idmar, il cui acronimo sta per Infrastruttura Distribuita sul MARe. È un ambizioso progetto di ricerca multidisciplinare che rappresenta il coronamento di una sinergia scientifica tra l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e il Consiglio Nazionale delle Ricerche.

Una collaborazione che ha portato alla creazione del laboratorio distribuito per la ricerca marina più esteso e profondo d’Europa, visto che arriva a 3.500 metri di profondità. Finanziato con 40 milioni di euro, di cui la metà provenienti dalla Regione Siciliana, Idmar è in realtà una costellazione abissale di strumenti avanzatissimi: integra infatti dal 2023, anno di inaugurazione, infrastrutture di ricerca di rilevanza internazionale come l’EMSO, l’European Multidisciplinary Seafloor and water column Observatory, e il fondamentale KM3NeT (Cubic Kilometre Neutrino Telescope). Queste due infrastrutture cablate sottomarine sono tra le più avanzate al mondo e sono state il traino del progetto, permettendo la realizzazione di un sistema distribuito di apparecchiature per il monitoraggio e lo sviluppo sostenibile dell’ambiente marino. Ma non solo.