Nuove tecnologie per il monitoraggio dei terremoti, in particolare nell’area dei Campi Flegrei che nei giorni scorsi è tornata a far parlare di sé. E poi attrezzature scientifiche più avanzate per la “Laura Bassi”: la nave rompighiaccio italiana impegnata nella ricerca nelle aree polari e oceanografiche per affrontare le grandi sfide ambientali del nostro tempo. Oppure le infrastrutture per lo studio di magneti superconduttori e materiali superconduttivi ad alta temperatura da utilizzare per migliorare la sostenibilità energetica. O ancora, il rafforzamento delle ricerche sulla fibra ottica per lo studio della metrologia. Sono alcuni degli interventi pronti a essere cantierizzati dopo che la ministra Anna Maria Bernini ha sbloccato la nuova annualità del Fondo per gli enti di ricerca.

Le risorse in palio

Stiamo parlando di 94 milioni di euro che, per effetto di un Dm appena firmato, sono stati ripartiti tra 10 enti pubblici di ricerca. La fetta più ampia di risorse è andata all’Istituto nazionale di Fisica nucleare (Infn) che si è aggiudicato oltre un terzo dell’intera “torta”: 34 milioni per finanziare, oltre ai materiali superconduttivi citati, l’iniziativa europea “AI Factory”, che prevede la realizzazione di un’infrastruttura di calcolo ad alte prestazioni dedicata allo sviluppo, ai test e all’implementazione di applicazioni di intelligenza artificiale.