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Per la prima volta in vent’anni, l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA) ha dichiarato che l’Iran non sta rispettando i suoi obblighi sulla non proliferazione nucleare. È un tema di cui si discute da tempo: il paese ha sempre negato di voler costruire un’arma nucleare, ma negli ultimi anni ha raggiunto livelli di arricchimento dell’uranio vicini al 60 per cento, ben superiori a quelli necessari per qualsiasi altro uso. Da circa un mese e mezzo sono in corso complessi negoziati con gli Stati Uniti sul tema, che però finora non hanno ottenuto risultati concreti.

La AIEA è l’organizzazione delle Nazioni Unite incaricata di controllare il settore dell’energia nucleare. Il richiamo all’Iran è contenuto in una risoluzione approvata giovedì dal Consiglio dei governatori, l’organo direttivo: accusa l’Iran di non aver rispettato il Trattato di non proliferazione nucleare (l’accordo internazionale che vincola alla completa eliminazione delle armi nucleari), dato che dal 2019 impedisce agli ispettori dell’AIEA di verificare l’avanzamento del suo programma atomico. Secondo la risoluzione inoltre l’Iran non dichiara alcuni dei siti dove avvengono le sue attività di arricchimento dell’uranio.