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La Banca Mondiale, la principale istituzione finanziaria internazionale che si occupa di sviluppo economico per i paesi più poveri, ha annunciato che sosterrà e finanzierà i progetti legati all’energia nucleare dopo che nel 2013 aveva vietato questo tipo di attività.
In generale la Banca si era comunque occupata di rado di nucleare, finanziando per l’ultima volta un progetto intorno alla fine degli anni Cinquanta. Il cambiamento di politica, annunciato dal presidente Ajay Banga ai dipendenti, è orientato a offrire sistemi per aumentare la produzione di energia senza ricorrere ai combustibili fossili, il cui impiego è la principale causa del riscaldamento globale.
Da decenni vari paesi in via di sviluppo chiedevano di poter ottenere finanziamenti per la costruzione di centrali nucleari, in modo da diversificare i propri sistemi di produzione di energia elettrica, ma avevano sempre incontrato forti resistenze. Alcuni paesi, come la Germania, ritenevano che fosse troppo rischioso affidare a paesi con scarse capacità tecnologiche la gestione di impianti nucleari, soprattutto per la gestione di eventuali emergenze. Gli incidenti di Three Mile Island negli Stati Uniti e di Chernobyl in Ucraina rafforzarono questa convinzione e la Banca Mondiale smise di finanziare progetti di particolare rilevanza nel settore nucleare.







