"Il grande sconfitto del referendum è il merito". E il secondo è Maurizio Landini. Non lo dice ma lo lascia intendere, Daniela Fumarola, la segretaria della Cisl che in una intervista su Quotidiano nazionale riflette sulle conseguenze nefaste del voto dell'8 e 9 giugno sul mondo del lavoro e la credibilità di chi dovrebbe rappresentarne gli interessi, a livello politico e sindacale.
"Il mercato del lavoro non si governa guardando al passato, né polarizzando il clima sociale e politico. Riforme così complesse non si fanno per abrogazione. Dobbiamo costruire nuove tutele universali, e dobbiamo farlo insieme, unendo le competenze e le responsabilità, non facendo un all in politico contro questa o quella maggioranza. Il vero sconfitto di questa tornata referendaria è stato il merito, il bisogno reale e profondo di leggere il presente, di abbandonare i feticci ideologici, di dare unità su risposte adeguate di protezione e promozione della persona che lavora o cerca lavoro", incalza la Fumarola.
LUCA RICOLFI SUONA LA SVEGLIA ALLA SINISTRA: "LA CGIL CHE VOTA LEGA"
Un flop, quello del referendum, che dovrebbe insegnare. Secondo Luca Ricolfi, sociologo e politologo, tale misura andreb...
Per la segretaria "il rammarico più grosso è aver utilizzato il referendum sulla cittadinanza. Un boomerang micidiale e preannunciato che rischia di cristallizzare, così com'è, una legge sbagliata. Continueremo a lavorare per una riforma vera, organica, che unisca inclusione a integrazione accelerando i percorsi e introducendo forme di ius scholae per le seconde generazioni. Ci sono 800mila ragazzi che sono già italiani in tutto e per tutto e che aspettano solo un riconoscimento formale. Dobbiamo fare questo passo, che non è né di destra né di sinistra: è giusto, e va compiuto con l'apporto di tutti e coinvolgendo le parti sociali", spiega Fumarola.










