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Giannattasio, incensurato, è stato arrestato mentre Mastropietro, noto alle forze dell'ordine, è morto a causa delle ferite riportate

La fuga dei malviventi che questa mattina hanno ucciso il brigadiere capo Carlo Legrottaglie è terminata all'ora di pranzo nella campagna di Grottaglie, tra i filari di ulivi che caratterizzano questo angolo di Puglia. A dare l'allarme sono stati alcuni dipendenti e presenti di una nota masseria della zona, dove i malviventi hanno cercato di rifugiarsi e trovare un riparo durante le ricerche a tappetto delle forze dell'ordine. È dalla masseria, noto luogo di villeggiatura, ristoro ed eventi del Salento che è partita una delle chiamate alle forze dell'ordine.

Vista la pericolosità dei soggetti, sul posto sono intervenuti i Falchi della Questura di Taranto a supporto della polizia giudiziaria del commissariato locale. Alla vista vista degli agenti, i due hanno aperto il fuoco e ne è nata una seconda sparatoria che ha portato alla morte di uno dei malviventi, il 59enne Michele Mastropietro, e non Camillo Giannattasio, che è stato invece arrestato, come si era appreso in un primo momento. Mastropietro era ben noto alla Questura di Taranto anche perché, di recente, aveva partecipato all'assalto a un portavalori, oltre ad avere diversi precedenti. Era il 2023 e un gruppo di cui pare facesse parte anche lui rapinò un portavalori dell'istituto salentino Sveviapol Sud nei pressi di Monteiasi. Giannattasio, invece, risulta essere incensurato. Sia l'uno che l'altro sono originari di Carosino, in provincia di Taranto.