Ieri mattina è partita la “missione” americana dell’Inter, la squadra nerazzurra ha lasciato il centro sportivo di Appiano in autobus alle 9.30 per arrivare a Malpensa intorno alle 10. Il volo privato è decollato con una decina di minuti di ritardo, direzione Los Angeles, dove è atterrato alle 14.30 locali (23.30 italiane) dopo circa 12 ore di volo. Adesso la palla passa a Cristian Chivu, il nuovo allenatore scelto al posto di Simone Inzaghi, uno degli eroi del triplete che ha accettato la responsabilità di prendere in carica un gruppo mentalmente svuotato dalle delusioni raccolte in coda a una stagione lunga quanto usurante.
Chi dall’Italia vorrà seguire la prima partita dei nerazzurri dovrà mettere in conto di sacrificare un’intera notte: sveglia alle 2.40 per ritrovare un pizzico di lucidità e fischio d’inizio fissato alle ore 3 italiane di mercoledì 18, con i nerazzurri che si troveranno di fronte il Monterrey. Per l’occasione dovrebbe raggiungere la California anche il vice di Chivu, ovvero Aleksandar Kolarov, il profilo individuato dopo un casting che aveva visto tra i candidati anche Samuel, Gotti e Martusciello.
Se c’è un filo conduttore che sta legando tutti gli eventi dall’addio di Inzaghi in avanti è sicuramente quello del poco tempo a disposizione e delle continue corse affannose: è stato così per la scelta dell’allenatore, per quella del vice e anche per l’allestimento dell’intero staff da costruire attorno a Chivu, visto che il tecnico era ancora sprovvisto di un gruppo di lavoro. In Italia sono rimasti invece presidente e direttore sportivo, Beppe Marotta ieri ha partecipato a un consiglio di Lega per i diritti audiovisivi, mentre Ausilio è alle prese con qualche “chiacchiera” ancora da definire.











