Chi era davvero, Silvio Berlusconi lo ha dimostrato nei giorni di servizio sociale a Cesano Boscone. Doveva essere una umiliazione, fu un trionfo umano. Lo sottolinea Marina Berlusconi, figlia primogenita del Cavaliere, a due anni dalla sua morte. Sul Giornale vengono pubblicati gli ultimi scritti dell'ex premier, con un ricordo della presidente di Fininvest: "Scontava la pena per una condanna che non stava né in cielo né in terra, ma non lo sentii mai lamentarsi né protestare - sottolinea riguardo a quella primavera del 2014 -. Al contrario, ha vissuto quei giorni con grande positività e affetto per le persone di cui si prendeva cura. Non smise mai di sorridere. Era riuscito a trasformare un momento difficile e umiliante in qualcosa di positivo".

"Fino all'ultimo è rimasto coerente con se stesso e non ha mai smesso di difendere la tolleranza, il garantismo e la democrazia: era la sua religione della libertà, per lui il bene più prezioso", spiega Marina aggiungendo che "l'amore, inteso ovviamente nelle sue diverse declinazioni, è stato la stella polare della sua vita: di quella privata e famigliare, di quella imprenditoriale, di quella pubblica e politica. Era l'amore a collegarle indissolubilmente tra loro, come un comune denominatore".