È realistico pensare che un noleggio a lungo termine possa durare otto o dieci anni? È una delle varianti di prodotto pensate per andare incontro alle abitudini dei clienti privati, che fanno 10-15mila chilometri all’anno e lasciano passare in media dieci/dodici anni prima di sostituire l’auto. Non è l’unica modifica per rendere un prodotto pensato per le flotte appetibile pure per i normali automobilisti, ma è quella che non altera l’equazione economico-finanziaria. Ad esempio, eliminare dal canone le coperture kasko e manutenzione straordinaria spostando l’onere sul cliente configura modifiche più complicate, mentre il semplice allungamento della durata starebbe ancora nell’identikit base del NLT, pur con variazioni importanti nelle voci di costo.

Partendo dal valore residuo, che è la principale scommessa del noleggiatore, emerge la difficoltà nel prevedere quale possa essere dopo un arco temporale tanto lungo. Tuttavia, il valore residuo in 8-10 anni potrebbe diminuire fino alla metà di quello stimato dopo 4-5 anni, dal 35-40% al 15-20%, per fare un esempio. In tal caso, non solo il rischio sarebbe in ogni caso inferiore ma verrebbe anche bilanciato da un fatturato doppio sul medesimo asset. C’è poi il tema della manutenzione straordinaria. Dopo alcuni anni le parti meccaniche iniziano a mostrare i segni dell’usura e magari anche la garanzia del costruttore è andata. Anche qui c’è da fare qualche analisi costi/benefici, mettendo sull’altro piatto sempre il notevole maggior fatturato e tenendo comunque conto che l’usura è funzione soprattutto delle percorrenze più che del tempo.