VENETO - Sarà il ministro Roberto Calderoli a occuparsi del terzo mandato per i governatori, a valutare cioè cosa sarà opportuno presentare - un decreto? un emendamento? una specifica proposta normativa come appare più probabile? - per modificare la legge del 2004 che fissa a due i mandati consecutivi per i presidenti di Regione. Questo dal punto di vista tecnico. Dal punto di vista politico toccherà invece al vicepremier e segretario della Lega Matteo Salvini porre la questione agli alleati del centrodestra chiedendo subito un vertice, così da capire se le aperture dimostrate da Fratelli d'Italia avranno un seguito, se qualcuno bluffa e, soprattutto, cosa c'è dietro alle bordate di Forza Italia, se ci sono cioè i margini per discutere e a che prezzo. Insomma, andare al vedo. Con i tempi, però, che si fanno sempre più stretti. Senza contare che dopo le parole di Tajani, che sul terzo mandato ha evocato addirittura Mussolini e Hitler, per molti una ricucitura appare difficile.
La decisione di affidarsi a Calderoli è stata presa dal consiglio federale della Lega tenutosi ieri (11 giugno) a Roma. Dopo aver aperto l'incontro con quello che doveva essere il tema clou (la pace fiscale), Salvini ha lasciato spazio alla questione del terzo mandato. Ma ad accendere gli animi sono state le parole di Antonio Tajani, che ieri ribadendo il no di Forza Italia al terzo mandato, ha fatto un riferimento a Hitler e Mussolini: «Anche loro avevano vinto le elezioni»). Per il governatore Luca Zaia, «parole totalmente fuori luogo». Raccontano che il segretario federale abbia cercato di tenere bassi i toni, ma la sortita dell'alleato non è piaciuta: «Non ci dobbiamo prestare a questi scontri», ha detto, con riferimento al fatto che queste contrapposizioni «che poi finiscono sui giornali», non fanno il bene dell'alleanza di governo. Ma la tensione con Forza Italia è palpabile, tanto che c'è chi si chiede come potrà mai Tajani sedere a un eventuale tavolo sul terzo mandato dopo aver evocato il nazismo. In Veneto, poi, i rapporti con gli azzurri sono già da tempo tesi, visto che il coordinatore Flavio Tosi non perde occasione per "sparare" sulla gestione della sanità. Tant'è, i governatori leghisti hanno chiesto al segretario un impegno preciso. «Serve formalizzare la proposta di una legge sul terzo mandato», è stato il coro dei presidenti Zaia, Fontana e Fedriga. «Se FdI apre la porta, allora bisogna spingere. La questione va posta in modo definitivo», la richiesta fatta a Salvini. «È logico che ci siamo - avrebbe risposto il segretario - dobbiamo andare avanti», facendo però capire che da vicepremier deve anche puntellare la tenuta della maggioranza. Prima di iniziare il consiglio federale, parlando con i giornalisti Salvini aveva però escluso che l'argomento sarebbe stato trattato alla riunione di partito: «Sul terzo mandato la posizione della Lega è chiara da anni, quindi non è che dobbiamo ribadirlo ogni settimana».







