Fino a dieci anni fa era il capannone che ospitava la tipografia del Giornale di Ostia, ma da tempo era diventato insieme a una villetta nel cuore dell’Idroscalo la base di una delle piazze di spaccio più redditizie del litorale, in grado di fatturare circa 5mila euro al giorno con una media di 170 cessioni di dosi di cocaina e crack ogni giorno.
È stato tutto smantellato dai militari della Guardia di Finanza di Ostia che dopo una lunga attività di pedinamento e controllo sul territorio sono passati all’azione e hanno arrestato due uomini di 30 e 50 anni con l’accusa di spaccio di stupefacenti, possesso di armi, ricettazione, resistenza a pubblico ufficiale e furto aggravato di energia elettrica. L’operazione si è conclusa nei giorni scorsi dopo la convalida degli arresti. La piazza di spaccio si era formata nel corso degli ultimi anni in una delle vie dell’Idroscalo in una villetta a ridosso della foce del Tevere e nel capannone che dieci anni fa era la sede della tipografia più importante del litorale, che stampava anche il Giornale di Ostia, storico quotidiano del litorale fondato da Gianni Sepe.
Dopo la chiusura del giornale nel 2015, il capannone era stato progressivamente abbandonato e occupato abusivamente. Nei suoi locali i due pusher avevano realizzato una autocarrozzeria dotata di ponte sollevatore per manomettere le auto usate per trasportare la droga e dotarle di uno doppio fondo nel bagagliaio ricavato dal vano della ruota di scorta e nascosto da una scatola e uno sportello in alluminio: erano almeno due le macchine Fiat usate per trasportare i panetti di cocaina pronti per essere tagliati e confezionati. La vendita al dettaglio delle dosi di cocaina e crack avveniva in un locale del capannone, protetto da inferriate e porta blindata: la cessione avveniva attraverso un piccolo sportello che affacciava su strada, giorno e notte.






