Bandire il suffisso MINI dal vocabolario della chirurgia estetica. «Niente è mini, nessun intervento può essere ridotto a ritocchino, a piccolo lifting della pausa pranzo. L’intenzione di chi usa questi termini è di minimizzare per attirare pazienti. Va detto invece che ogni operazione non può essere mai mini perché oltre al medico ci vogliono anestesista e ferrista, in una vera sala operatoria per fare le cose per bene». Maurizio Ressa è presidente della Società italiana di chirurgia italiana plastica ricostruttiva e estetica, primario all’istituto oncologico di Bari.
A Roma una donna è morta dopo un intervento di liposuzione, l'ennesimo caso. Cosa si può fare per prevenire?
«Al ministero della salute sono stati creati due tavoli di lavoro al quale partecipano società scientifiche e ordine dei medici oltre all istituto superiore di sanità. L’intenzione è accelerare i tempi d’accordo col sottosegretario Marcello Gemmato. Siamo vicini alla bozza di una proposta di legge dove verranno definite le competenze che un chirurgo deve possedere per ogni intervento di estetica. La rinoplastica? La potranno proporre, oltre ai chirurghi plastici, gli otorinolaringoiatri e i maxillo facciali, tanto per fare un esempio».











