Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

10 GIUGNO 2025

Ultimo aggiornamento: 14:12

Una donna ecuadoriana di 47 anni è morta al Policlinico Umberto I di Roma la sera di domenica 8 giugno. Ha avuto un malore dopo essersi sottoposta a un intervento di liposuzione in uno studio medico privato in via Franco Roncati 6 nel quartiere di Primavalle (senza autorizzazione da 13 anni, secondo quanto trapela). L’intervento, iniziato intorno alle 17 di domenica, era stato interrotto a causa di complicazioni e la donna era stata portata d’urgenza da un’ambulanza privata al Policlinico: non risulterebbero, al momento, chiamate con richieste di intervento al 118. Arrivata intorno alle 20.10 le manovre di rianimazione sono andate avanti per circa un’ora, ma non c’è stato nulla da fare e Ana Sergia Alcivar Chenche è deceduta. Sull’accaduto sta indagando la polizia e medico, anestesista e infermiera sono stati iscritti sul registro degli indagati per omicidio colposo.

Lo studio sarebbe sprovvisto di autorizzazione da 13 anni. La struttura aveva ottenuto l’ultima autorizzazione valida, della durata di cinque anni, nel 2007. Il titolare dell’ambulatorio è il medico cittadino peruviano Josè Lizarraga Picciotti, di 65 anni, e in passato ha operato anche a Milano. Sui social, assicurava “il miglior prezzo del mercato italiano senza abbassare la qualità/sicurezza in ciascun intervento”. “Tutta la chirurgia plastica ed estetica del Sudamerica a Roma”, si legge in un altro post. Ma aveva anche altri interessi, dato che promuoveva l’apertura di un ristorante peruviano sulla via Prenestina, definendosi “il maestro del pollo alla brace”. Non solo. In base a quanto si apprende Jose Lizarraga Picciotti ha precedenti per lesioni riguardo a interventi avvenuti nel 2006 e nel 2018: è stato denunciato da pazienti che si erano sottoposte a liposuzione e interventi di chirurgia estetica. Anche l’anestesista ha alcuni precedenti per vicende, però, non legate alla professione medica.