Recensire una console nel 2025 non è così banale. Ti fa sentire di colpo “gringe” (imbarazzante ndr) sopratutto per chi ha vissuto l’epoca d’oro delle macchine da gioco, e quindi ha più di 40 anni. Significa mettersi su un lettino da psicanalisi per lasciarsi alle spalle quel misto di eccitazione ed entusiasmo che ha accompagnato la tua infanzia, adolescenza e tardo adolescenza. Per decenni le console domestiche sono state oggetti identitari - nintendari contro xboxari contro sonari -, luoghi di accesso verso le più innovative tecnologie digitali del loro tempo, punti di incontro per nuove forme di intrattenimento.

Negli ultimi dieci anni, con il successo del videogioco su smartphone e la possibilità di giocare praticamente su qualsiasi dispositivo, le macchine da gioco sono diventate altro. Ecco perché, per recensire Nintendo Switch 2, mi sono affidato ai giudici di due decenni – nel senso – a due ragazzini di dieci anni. Il motivo è anche legato al fatto che a loro, ai giocatori più giovani, non interessa più di tanto che la nuova console della Nintendo sia l’evento più atteso in ambito videogiochi di questo 2025, specialmente dopo il rinvio all’anno prossimo di GTA VI.

Dopo il successo straordinario della prima Switch – oltre 150 milioni di unità vendute dal 2017 e quasi 1,4 miliardi di giochi distribuiti – il nuovo modello si presenta con uno schermo più grande, grafica migliorata, controller aggiornati e una line-up di titoli esclusivi che punta a rinnovare l’interesse di milioni di giocatori. Non è cambiata, non c’è nulla di davvero nuovo, e per le abitudini di Nintendo – che ha sempre provato a innovare – è una novità.