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Dal 5 giugno è disponibile Switch 2, la nuova attesissima console di Nintendo, uscita otto anni dopo l’ultima. È un po’ più grande del modello precedente (7,9 pollici anziché 6,2), ha una risoluzione e una memoria interna maggiore (1080p e 256GB di memoria), ha sempre i due controller, i Joy-Con, che si possono staccare posizionati ai lati del display, oltre che diverse nuove funzionalità online. Insomma, è in tutto e per tutto la versione migliorata del precedente modello, il che, per Nintendo, è una grande novità.
Dopo il limitato successo del GameCube, che uscì nel 2001 e non fu mai un vero rivale di PlayStation 2, Nintendo ha cambiato strategia e cominciato a proporre solo console che di volta in volta si sviluppassero intorno a un elemento tecnologico innovativo. Il DS aveva due schermi di cui uno touch, il 3DS poteva mostrare i giochi in 3D senza occhiali, Wii aveva due telecomandi che rilevavano i movimenti e Switch permetteva di giocare sia in modalità portatile che casalinga (cioè collegata al televisore) senza particolari differenze tra le due. Switch 2 invece è stata concepita per capitalizzare al meglio l’enorme successo del suo predecessore (ne sono state vendute oltre 150 milioni). Le novità che introduce sono tante ma nessuna cambia più di tanto il modo in cui la console è concepita.













