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In serata il magistrato di sorveglianza gli assegna i domiciliari dopo l'appello del Garante ("inumano")
Si aspettava una buona notizia e la buona notizia arriva finalmente al termine di una lunga giornata: R. C. lascia il carcere. E va ai domiciliari a scontare una condanna definitiva a 4 anni e 8 mesi per bancarotta fraudolenta. Tutto strideva: l'uomo, classe 1931, si avvia verso il novantaquattresimo compleanno ed era forse il detenuto più vecchio d'Italia. Le sue condizioni di salute sono discrete, pur con i vistosi acciacchi dell'età, e questo era bastato al giudice di sorveglianza per allungare i tempi di un'eventuale, probabile revisione della sua posizione. Gli aveva dato appuntamento in udienza collegiale il primo luglio, ma la pressione mediatica ha fatto saltare il tappo prima.
«Sono venuti a prenderlo a casa giovedì scorso - racconta al Giornale il figlio - poi l'hanno portato nel carcere fiorentino di Sollicciano, dove è rimasto quasi una settimana in una cella con altri quattro detenuti. Un bagno in cinque, le finestre sempre aperte perché fa molto caldo, pochissimo spazio. Ho visto papà domenica e faceva molta fatica, ieri però la situazione era peggiorata e mi pareva spaesato».











