FONTANIVA (PADOVA) - Indagini in pieno svolgimento, condizioni cliniche sempre critiche per Fatos Cenaj, 59 anni, albanese, da tre anni in Italia, poliziotto in pensione, ricoverato nell'ospedale di Padova, colpito nell'orecchio sinistro da un proiettile nella mattina di domenica scorsa in via Casoni Basse a Fontaniva, mentre era in sella alla sua bicicletta a tre ruote.

Famiglia chiusa nel più stretto riserbo, sta vivendo un tempo sospeso con il pensiero rivolto al proprio caro, in balia tra la vita e la morte, e alla ricerca di un motivo per dare una spiegazione a quello che è avvenuto. Increduli la moglie, la figlia, il figlio, i parenti, come tutti del resto, a cominciare dai concittadini. Gli inquirenti, fino ad ora, non si sbilanciano e nulla trapela dal lavoro in corso, che è stato fin dai primi minuti della calda domenica di giugno serrato.

A ripercorrere quei drammatici minuti è uno dei due guardiapesca de La Sorgente, Società mandamentale pescatori sportivi con sede a Cittadella, che si sono trovati di fronte al fatto compiuto e hanno dato l'allarme.

«Io e il collega stavamo facendo il turno di controllo, come avviene spesso soprattutto alla domenica – spiega uno dei due operatori –. Con il nostro veicolo percorrevamo la strada in direzione del fiume Brenta, verso sud. Poco prima di imboccare la discesa, in lontananza abbiamo visto sulla destra, vicino alla roggia, una persona a terra e poi la bicicletta rovesciata. Saranno state le 8.15. Il primo pensiero è stato quello di un incidente, una caduta accidentale o un malore. Raggiunta la persona, ho visto la grande chiazza di sangue sull'asfalto sotto la testa, nessun foro. Non lo abbiamo toccato. L'idea era che, cadendo dalla bici, avesse battuto la testa sull'asfalto. Un incidente. Era incosciente, ma respirava ancora. Avevo già visto altre volte quella persona, ma non so chi sia. Si nota proprio perché è sempre in giro con il triciclo e altre volte lo avevo visto proprio su via Casoni Basse».