«Mi piace la puzza di ascelle al mattino. Sa come di vittoria», diceva Ozzy Osbourne. Nemmeno un’eccentrica icona del rock come il cantante inglese, però, in tanti anni, è riuscita a sdoganare la tendenza dell’olezzo “di vissuto” (per fortuna, verrebbe da aggiungere). Di sicuro non ha fatto proseliti tra gli uffici della Città Metropolitana di Venezia: giovedì scorso il direttore generale Nicola Torricella, sollecitato da diversi dipendenti, ha firmato una circolare interna per richiamare il personale a una maggiore attenzione all’igiene personale. «Visto il numero crescente di segnalazioni che pervengono allo scrivente - scrive il dg - si invitano i dipendenti a porre in essere una costante igiene personale, già dall’inizio dell’attività lavorativa, al fine di evitare che l’ambiente condiviso con gli altri colleghi sia alterato da odori non gradevoli».
Il dirigente, va riconosciuto, ha usato il fioretto, forse per non rischiare di urtare le sensibilità di chi potrebbe sentirsi chiamato in causa. Il concetto, però, parafrasando con toni più grevi e diretti, rimane sempre lo stesso: «Signori, lavatevi». Ma Torricella fa di più: nella sua circolare ricorda ai dipendenti anche le dotazioni della sede di via Forte Marghera a Mestre, come a offrire un appoggio logistico al messaggio. «La Città Metropolitana ha predisposto al primo piano interrato dei locali ad uso spogliatoio, con l’obiettivo di fornire ai dipendenti la possibilità di rinfrescarsi, quando ne abbiano bisogno, con particolare riguardo a coloro che rientrano da cantieri o altre situazioni similari. Le chiavi per accedere ai suddetti locali sono detenute presso la portineria principale di accesso al centro servizi». Il dirigente aggiunge anche che il tempo trascorso negli spogliatoi non costituisce «pausa lavorativa», come a dire: «Fate pure con comodo, non influirà sul vostro orario». Rimane da chiedersi se e da quanti dipendenti, ora, verrà raccolto l’invito e se l’aria negli uffici, d’ora in avanti, risulterà meno viziata.







