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Centrale la funzione del "giudice tutelare" nella norma che asseconda il diritto al suicidio medicalmente assistito stabilito dalla Consulta

Il centrodestra trova la quadra sul fine vita grazie a un giudice. Un giudice tutelare che, secondo le bozze della proposta unitaria partorita oggi a Palazzo Chigi dopo una riunione di maggioranza, dovrebbe decidere su quando può intervenire il medico per il suicidio assistito.

La proposta è nata nei giorni scorsi dentro il Comitato ristretto sul fine vita, per provare a dare sostanza giuridica alle indicazioni al Parlamento fornite dalle recenti sentenze della Corte Costituzionale che hanno escluso la punibilità del medico che partecipa al suicidio assistito di un paziente, aprendo così a questa pratica nel nostro Paese ma che non hanno chiarito - compito dell’Aula, ovviamente - i criteri sulle cure palliative e il ruolo del Servizio sanitario nazionale, perché evitare che l’assenza di un adeguato sistema possa «indurre i pazienti a percepire la morte assistita non come una scelta libera ma imposta», come temono i cattolici di Pro Vita & Famiglia.