Sulla carta sarebbe una “partnership senza limiti”, quella più volte rivendicata da Vladimir Putin e Xi Jinping. Nella realtà però, il rapporto tra Russia e Cina somiglia molto più a un matrimonio di convenienza che a un atto di fede. Lo dimostra il fatto che, nel letto coniugale, entrambi preferiscano dormire tenendo almeno un occhio aperto. E lo suggeriscono bene i rapporti segreti dell’FSB che il gruppo hacker Ares Leaks ha rivelato al New York Times.

Il documento elaborato dai russi un anno e mezzo fa definisce la Cina non semplicemente come un rivale, ma una vera e propria realtà ostile, segnalando così l’alto livello di allerta dell’apparato di sicurezza russo. Questo approccio riflette la preoccupazione crescente che Pechino stia sfruttando l’alleanza per ottenere vantaggi unilaterali senza alcun vincolo reale di reciprocità. Le accuse sono circostanziate e dettagliate: secondo l’FSB, la Cina starebbe conducendo un’aggressiva campagna di «spionaggio industriale, scientifico e militare», puntando su: reclutamento di scienziati russi vulnerabili; infiltrazione in programmi sensibili legati alla guerra in Ucraina; raccolta di dati su tecnologie militari avanzate.

PUTIN SCATENA L'INFERNO SU KIEV E ODESSA