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Ultimo aggiornamento: 17:49

Forse occorre uno sguardo allarmato sulla gestione della transizione energetica che il governo attuale gestisce irresponsabilmente, a dispetto dell’attenzione che meriterebbero i cittadini. La situazione è allarmante:

– il Pnrr è stato bocciato dalla Corte dei Conti Ue perché i programmi di spesa sono stati definiti incerti. Si avvicina la scadenza di giugno 2026 ed è sempre più chiaro che alcune misure non saranno attuate in tempo. Più che una revisione generale del Piano, servono modalità e strategie alternative, che permettano di salvaguardare gli obiettivi. Tuttavia, più passa il tempo e più gli spazi per una revisione complessiva si restringono, dati i tempi tecnici di realizzazione che una tale riformulazione richiede, difficilmente compatibili con le scadenze fissate dall’Ue. Per ragioni non solo settoriali, ma anche sistemiche, questo ritardo ostacola anche aspetti urgenti della riconversione ecologica, come emerge dalla riorganizzazione del polo carbonifero di Civitavecchia.

– Anche il Pniec italiano è stato bocciato dalla Ue perché sono insufficienti i programmi, soprattutto sulle rinnovabili, compresi i progetti di eolico offshore non alle viste, anche laddove già validati dalle popolazioni locali.