"La Valle d'Aosta è una regione che resiste.
Le imprese sono capaci di adattarsi, ma emergono segnali di affaticamento e problematiche.
Cresce il turismo, reggono occupazione e produzione, ma la tenuta nasconde criticità strutturali. L'incertezza è la cifra del nostro tempo: la nostra economia, seppur periferica, è connessa a dinamiche globali". Lo ha detto Roberto Sapia, presidente della Chambre valdotaine, durante la presentazione - all'Università della Valle d'Aosta - degli esiti del sondaggio sullo stato di salute delle imprese valdostane 2025 "Capire per crescere - Indicatori, tendenze e visioni delle imprese in VdA", a cura del centro studi Tagliacarne.
"La ricerca - ha aggiunto Sapia - ha evidenziato la fragilità di alcune filiere, il tessuto economico deve essere rafforzato. La transizione digitale è spesso accolta dalle imprese con lentezza". Al sondaggio hanno risposto 1.278 imprese valdostane (su un totale di circa 12.000). "L'impatto dei dazi - si legge nella ricerca - non sembra essere particolarmente rilevante. Per le imprese il principale impatto deriva da un aumento dei costi di approvvigionamento e non invece da un impatto diretto sull'export. Nel 2024 le imprese valdostane hanno comunque sostenuto variazioni di costo che, a fronte di fatturati sostanzialmente stabili, hanno concorso a ridurre i margini aziendali. Tra le voci di costo aumentate maggiormente troviamo le materie prime, (30,9%), l'energia (26,5%), il carburante e i trasporti (12,2%)". Le imprese hanno inoltre evidenziato la difficoltà nel reperire nuove figure professionali e competenze.








